Il senso di colpa e l’effetto della Misericordia: la testimonianza di Matt Talbot

Mihaela News

di Mihaela Oana Marcu

In un piccolo borgo dell’Irlanda è vissuto Matt Talbot, un ragazzino di 12 anni con la sua numerosa famiglia. A causa di problemi finanziari, Matt inizia a lavorare in tenera età in una cantina di vini; per mezzo di questo lavoro scopre il piacere di bere. Il padre, che già viveva una vita alcolizzata, tentò di far cambiare lavoro a suo figlio; diventato scaricatore di porto, scoprì i liquori nelle casse e come rubarne il contenuto. Per 16 lunghi anni la sua vita è stata spesa in ubriachezze: pur di bere era pronto a rubare o anche a vendere i suoi indumenti. Come lui anche i suoi fratelli minori, Joe e Philip, spendevano la vita tra duro lavoro e alcol. Un giorno arrivò a rubare il violino a un medicante di strada pur di trovare qualche spicciolo per un bicchiere di vino. Arrivato all’età di 28 anni, successe che lui e i fratelli restano disoccupati per alcune settimane e non hanno soldi per bere. Davanti alla taverna realizzano quanto è vuota la loro esistenza quando i compagni di bevuta passano a dritto ridendo alle loro spalle. Tornato a casa Matt fa il voto di astenersi dal vino. La madre Mary l’ammonisce dicendogli che non si fanno promesse invano. Anche i fratelli seguono l’esempio del fratello maggiore. Arrivato il secondo giorno, trova un lavoro come muratore. La sera il desiderio di bere è forte, ma lo è anche il senso di colpa. Inizia a passeggiare e per la stanchezza si ferma ed entra in una chiesa: il primo passo è quello di confessarsi e accostarsi alla Messa. Capisce da subito che la comunione con Gesù può dargli la forza di tenere fede al suo voto; realizza il male che ha commesso. Questo senso d’impotenza schiaccia i fratelli Joe e Philip che tornano ben presto a una vita di alcol. Il parroco affida a Matt una missione: quella di rimanere sobrio per 3 mesi. Lo invita ad accostarsi giornalmente ai sacramenti. Così, da 3, i mesi di lucidità diventano 6 e poi tutta la vita. La misericordia di Dio lo aiuta a superare i momenti peggiori e inizia a pagare i suoi debiti, liberandosi di molti pesi delle colpe commesse nella vita passata. Si sente un uomo libero e salvato, ed entra nel Terzo Ordine di San Francesco: il suo salario lo dona al prossimo con amore. Si consacra alla Madonna e inizia un cammino di digiuno e penitenza per il prossimo, soprattutto per i suoi compagni di lavoro e per chi come lui è annegato nell’alcol. Viene a mancare per un infarto il 7 giugno mentre andava a Messa. Viene commemorato il 19 giugno,come patrono per chi lotta contro l’alcol; non è formalmente riconosciuto come Santo, ma è venerato e ricordato per numerosi miracoli. Spesso, una vita di peccati porta a sentirci schiacciati letteralmente dai sensi di colpa. L’esempio e la scelta di Matt ci ricordano che per uscire abbiamo bisogno dell’aiuto divino, di Colui che per primo ha portato il peso delle nostre colpe. Da soli non ci riusciamo, ma quello che insegna il Vangelo, e che non solo Gesù ci rialza ma ci innalza dalla nostra miseria verso una vita nuova e bella.

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