Romania 2025: un ritorno quasi inaspettato

Di Emiliano Tognetti

Sono passati 18 anni, da quando la Romania è entrata nell’Unione Europea. La nuova arrivata, se fosse una persona, quest’anno avrebbe compito l’età della maggiore età e ci è sembrato interessate fare una trasferta per vedere com’è cambiata in questi anni.

Avere la possibilità di trascorrere alcuni giorni in giro per la Romania, in un viaggio da Bucarest a Bacau, ci ha permesso di vedere questa terra dell’Est Europa con un occhio più attento ai particolari.

Andare in Romania in questi anni, mi ha permesso di farmi una conoscenza generale del luogo e poter cogliere negli anni alcuni cambiamenti, a volte strutturali.

Bucarest, ad esempio, si presenta come una città letteralmente “divisa a metà”: come accade nelle principali città e capitali europee (ad esempio nei prezzi dei locali per mangiare), ci sono spazi curati e “pieni di vita”, in particolare quelli frequentati dai turisti, mentre ci sono spazi di quella stessa città che sono trascurati e che fanno vedere aspetti del degrado che fu e che ancora sopravvive.

Nelle vie del centro di Bucarest, ad esempio, non è raro trovare alcuni scorci che, plasticamente, rendono bene questa idea.

Alcuni palazzi, passati attraverso i decenni di occupazione comunista, risentono ancora della gestione dell’epoca.

Questo ovviamente si riflette anche nella gestione della vita sociale.

Quello che emerge dal frequentare la vita di questa città è il vedere come la sera, la capitale si trasformi in un luogo della movida che in molti aspetti è lo stesso che si trova nell’Europa occidentale.

La capitale è uno specchio in grande di cambiamenti che si riflettono fra la gente, ma che non sono l’unico aspetto per il quale si caratterizza la Romania di oggi.

Per fortuna molte tradizioni e molti aspetti di “tranquillità” non si sono ancora perduti.

Nel mio viaggio, in una città della moldova, Traian, mi è capitato di vedere la sera una scena molto bella: delle bambine che giocavano con i gessetti per strada a disegnare animali ed altre figure. Questo gioco, in un paese come il nostro, al giorno d’oggi sarebbe impensabile: troppe macchine, troppi pericoli, troppa ansia.

Passeggiare per le vie del paese e trovare questo genere di disegni, ti fa capire che vi sono ancora spazi, magari più rari e più piccoli, ma che sopravvivono al passare del tempo e all’arrivo della modernità.

O meglio, si possono perdere di quegli aspetti della modernità che spesso fanno perdere, soprattutto per i più giovani, quel senso di comunità per il quale i nostri genitori o i nostri nonni potevano uscire tranquilli per strada, perché non c’erano tante macchine e poi un occhio che ti guardava, c’era sempre.

Ho voluto mettere in luce questi due aspetti che, durante quest’ultima trasferta, mi hanno colpito in maniera particolare. Poi, ogni mondo è paese.

La Romania è una terra che si caratterizza per molti “aspetti duali”: nuovo e antico, trascuratezza e cura dell’ambiente, strade sicure e strade più pericolose, nuove ricchezze e vecchie povertà. Nel 2025, l’entrata nell’Unione Europea, con mille problemi ancora da risolvere, sembra aver da un lato dato una mano per risolvere una parte di queste problematiche, dall’altra, ha posto le basi per scelte politiche che spesso si sono rivelate divisive o miopi.

Come dicevo, molto si è mantenuto di ciò che è buono e molto di ciò che era cattivo è stato “sistemato”: basti pensare ad una grande libertà di circolazione o alla politica dell’“alcool 0” che sembra essere veramente penetrata nella mentalità della gente comune.

Al ristorante, ad esempio, mi è capitato di chiedere acqua o bibite, perché guidando non potevo avere il tasso rilevabile, pena il ritiro della patente, e per la gente era una buona prudenza quella di non bere, per essere più tranquillo e non rischiare inutilmente sia in termini di sicurezza, che di guida.

Magari sono piccoli cambiamenti, magari non risolveranno la piaga di molte persone che, come in molti paesi dell’EST, hanno forti problemi con l’alcool, ma ti fa capire che qualcosa sta veramente cambiando.

Un altro aspetto, di cui vi accenno adesso, ma che sarà oggetto di un prossimo articolo è la convivenza religiosa.

La Romania è un mix fra occidente ed oriente: è una terra a maggioranza ortodossa, ma di lingua neolatina: questa ennesima dualità idiosincratica, la rende un mix unico nel panorama dei paesi dell’est Europa, che invece sono per la maggioranza ortodossi, con radici linguistiche slave o greche.

Nel nostro piccolo tour siamo riusciti a fare un piccolo confronto con due sacerdoti, uno ortodosso ed uno cattolico e ci siamo fatti raccontare brevemente ciò che accade nella loro terra.

Quello che ne è emerso, è la comune volontà e la pacifica convivenza di due Chiese che sono passate attraverso il calvario del Comunismo e che oggi si ritrovano sorelle, pur con idee diverse. La carità ed il martirio dell’Amore, sembrano essere un collante più forte delle tradizioni liturgiche e molte famiglie, vivono tranquillamente una doppia appartenenza alle due chiese all’interno della stessa famiglia, oppure uno dei due si “converte” alla confessione dell’altro.

Con questo articolo, volevo darvi una breve pennellata della Romania di oggi e, se vorrete, approfondiremo altri temi legati a questo paese che, per molti aspetti, ricorda la nostra cara Italia.

1 Comment on "Romania 2025: un ritorno quasi inaspettato"

  1. Veronica

    The Real Person!

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    | 10 Agosto 2025 at 8:40 | Rispondi

    Del tuo viaggio Emiliano, alla scoperta della Romania, mi rimane la loro capacità di questo Paese di essere comunità riuscendo nella convivenza nonostante le differenze, nonostante i condizionamenti del vecchio e del nuovo, e più di tutto questo:
    [ ..Quello che ne è emerso, è la comune volontà e la pacifica convivenza di due Chiese che sono passate attraverso il calvario del Comunismo e che oggi si ritrovano sorelle, pur con idee diverse. La carità ed il martirio dell’Amore, sembrano essere un collante più forte delle tradizioni liturgiche e molte famiglie, vivono tranquillamente una doppia appartenenza alle due chiese all’interno della stessa famiglia..]
    Grazie Emiliano, e grazie anche alla Romania per il suo contributo all’Europa. Sei veramente “grande”!!

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