Mani all’Opera: da Artespressa un dono natalizio alla Città di Lucca

di Emiliano Tognetti

Questo calendario civile d’Avvento 2025, per la Città di Lucca, si arricchisce di un prezioso regalo in vista del Natale. Il “Centro Studi Lippi Francesconi” APS si conferma un baluardo dell’inclusione e dell’educazione creativa, soprattutto quando si rivolge al germoglio delle nuove generazioni di Lucca e del territorio circostante.

l progetto “Mani all’Opera”, realizzato in partenariato con “Artespressa” APS e “Mamre” ODV, si svolge presso la Casermetta di San Frediano in collaborazione con l’Associazione degli Sbandieratori e Musici Città di Lucca. Nasce con l’obiettivo di offrire a bambini e ragazzi un percorso laboratoriale che unisca conoscenza del territorio, manualità e narrazione di sé.

La partecipazione al progetto, che dopo i primi incontri tende a consolidarsi nel tempo e ad accogliere nuovi bambini e nuove famiglie, si caratterizza per un forte coinvolgimento e una significativa continuità da parte di chi prende parte agli incontri. I partecipanti che iniziano il percorso tendono infatti a seguirlo con costanza, creando un gruppo affiatato e motivato.

Un laboratorio a tappe: territorio e creatività

Il laboratorio è strutturato come un percorso a tappe, in cui ogni incontro affronta un tema specifico, legato sia alla città di Lucca sia allo sviluppo di competenze espressive e manuali.
I materiali utilizzati sono scelti in chiave ecosostenibile e antispreco: carta, tessuti, stoffe e altri materiali compositivi, selezionati per stimolare la creatività e il lavoro sensoriale.

Il primo incontro è stato dedicato alla creazione di un diario di viaggio: uno spazio personale in cui i partecipanti hanno potuto raccontarsi attraverso la composizione di carte e tessuti, sperimentando fin da subito il rapporto tra racconto, materia e identità.

Successivamente, il lavoro si è concentrato sulle Mura di Lucca, reinterpretate in chiave simbolica e “magica”. Ogni baluardo è diventato uno spazio immaginativo in cui inserire desideri, emozioni, sogni e figure di protezione, trasformando un elemento storico del territorio in un luogo narrativo ed emotivo.

Il labirinto come metafora

Uno degli incontri più significativi ha preso spunto dal labirinto del Duomo di San Martino, utilizzato come metafora per affrontare temi quali isolamento, solitudine, paure e percorso personale.
I partecipanti hanno realizzato un piccolo quadro composto da quattro quadrati di carta, scegliendo liberamente colori, texture e stoffe.

Al centro del lavoro è stato inserito il labirinto, suddiviso in spicchi: in ognuno di essi i ragazzi hanno scritto pensieri, parole o emozioni, costruendo un’opera che unisce riflessione interiore e composizione visiva.

Competenze e obiettivi educativi

Il progetto non è pensato solo come un’“esperienza intrattenitiva”, ma come un’occasione educativa, orientata alla promozione del benessere psicofisico dei partecipanti, con riflessi anche abilitativi e riabilitativi, intrinseci al percorso.

Attraverso il saper fare, realizzato con le attività proposte, Mani all’Opera lavora contemporaneamente su più livelli dell’interazione umana:

  • sviluppo della manualità fine
  • allenamento del coordinamento occhio–mano
  • educazione all’estetica e al colore
  • potenziamento della capacità di espressione personale e narrativa
  • valorizzazione del territorio come fonte di ispirazione

Ogni elaborato diventa così un oggetto unico e personalizzato, espressione del percorso che ciascun partecipante vive individualmente e insieme agli altri, all’interno di questo viaggio narrativo condiviso.

Un’esperienza in crescita

Nonostante le complessità organizzative legate alla gestione dei tempi e degli impegni familiari, il progetto continua a rappresentare uno spazio educativo e creativo significativo, in cui la qualità dell’esperienza diventa un beneficio per tutti i partecipanti, organizzatori compresi.

Mani all’Opera si conferma quindi come un laboratorio capace di coniugare arte, territorio ed educazione emotiva, offrendo ai ragazzi un luogo in cui fare con le mani diventa anche un modo per pensare, raccontarsi e crescere.

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